L’assemblea provinciale della Confesercenti, nella riunione di mercoledì 11 gennaio, a totalità dei presenti, ha apprezzato il provvedimento del Consiglio Regionale del Veneto nonché la volontà di sollevare la questione dell’illegittimità della nuova normativa prevista dal decreto Monti.
Il settore del commercio è uno dei settori maggiormente liberalizzati, già con il decreto Bersani sono state eliminate le autorizzazioni amministrative e la programmazione commerciale per le strutture commerciali di vicinato, come pure nei pubblici esercizi dove sono ormai da anni soppressi i criteri di programmazione delle licenze basati sul numero degli esercizi.
La legislazione Regionale consente ampie fasce di apertura per i negozi, dalle 7 alle 22 con 16 aperture festive e l’intero mese di dicembre, con oltre il 30% dei Comuni classificati come città d’arte e Comuni turistici con la possibilità di apertura in tutti i festivi; inoltre sono possibili ulteriori aperture a livello locale che non rendono quindi necessarie ulteriori e indiscriminate deregulation. Con le aperture ininterrotte non aumenteranno i consumi, non migliorerà il servizio e non aumenterà l’occupazione.
Orari completamente liberi favoriranno solo la grande distribuzione (che detiene già una quota di mercato di oltre l’ 80% nel settore alimentare) a danno del piccolo e medio dettaglio e dei mercati; peggiorerà la qualità della vita degli imprenditori e aumenterà il costo della distribuzione per i consumatori.
La totale assenza di regole non porterà al libero mercato ma semplicemente alla legge della giungla, alla Legge del più forte. Si creeranno oligopoli e non si riuscirà a garantire la concorrenza indispensabile per garantire servizio e prezzi ai consumatori.
L’assemblea ha sottolineato la questione rilevante sia sul piano formale che su quello sostanziale della riforma del Titolo V della Costituzione che ha attribuito da tempo alle Regioni la competenza sulle materie relative a commercio e turismo, che quindi, di fatto, vengono espropriate di tali prerogative in quanto ormai Governo e Parlamento stanno intervenendo in modo generale in materia commerciale.
Preoccupazione è stata espressa per la presa di posizione di alcuni Comuni che impensieriti di ricorsi della grande distribuzione stanno autorizzando aperture 24 ore nel territorio comunale o per, le città d’arte, la totale apertura in tutto il territorio e non solo nei centri storici.
A questo proposito il parlamentino della Confesercenti Padovana (132 componenti in rappresentanza di 26 organizzazioni di categoria e di 11 aree territoriali) ha dato mandato alla Giunta Provinciale di intervenire presso tutte le Amministrazioni Comunali della provincia anche con la richiesta di risarcimento dei danni che i piccoli e medi negozi potranno subire per la mancata applicazione della Legge Regionale sugli orari dei negozi approvata dalla Regione lo scorso 27 dicembre.
L’eventuale mancata applicazione degli orari previsti dalla Regione e la completa liberalizzazione provocherà la chiusura di centinaia e centinaia di piccole e medie strutture e degli esercizi di vicinato con danni economici notevoli per queste aziende per le quali la Confesercenti si impegna richiederne i danni ai singoli comuni.
A conclusione dell’Assemblea il Presidente Nicola Rossi accogliendo le richieste ha comunicato che si andrà da subito ad informare tutte le amministrazioni comunali che nel caso lasciassero completamente liberi gli orari dei negozi, Confesercenti procederà con la denuncia dell’Amministrazione Comunale stessa per il mancato rispetto del titolo V della costituzione e assisterà legalmente tutte le piccole attività commerciali per i danni economici che le stesse subiranno dalla liberalizzazione selvaggia.
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